RED è il titolo del nuovo cd dei RED WINE, presentato in anteprima lo scorso mese di Febbraio con un tour sulla West Coast degli Stati Uniti con apparizioni, fra gli altri, al Freight & Salvage di Berkley (California) ed al Wintergrass Music Festival di Seattle.
L’album, registrato allo Studio Zero Dieci di Genova da Roberto ‘Robbo’ Vigo, contiene 13 tracce di grandi cantautori contemporanei e del passato quali Ernest Tubb, Don Reno & Red Smiley, Marty Stuart, John Fogerty, Liz Meyer, Niall Toner & Keith Sewell, Jon Weisberger, Christoffer Ollsson, Anne & Pete Sibley, Ben Wiship, oltre ad una cover dei Beatles, un brano strumentale scritto dal banjoista Silvio Ferretti, ed un medley ‘quasi italiano’.
Ospiti illustri sul cd sono Tony Trischka al banjo, Josh Swift al dobro (da Doyle Lawson & Quicksilver, band ospite del Bluegrass Party edizione 2011), Annie Staninec al violino, Daniele Bovo al violoncello, Daniele Zalaffi alla batteria e Ilaria Olcese alla voce.
RED verrà presentato alla stampa e agli amici genovesi con un mini ape-concerto il Venerdì 18 Maggio alle ore 18 presso il mitico Disco Club di Via San Vincenzo.
Vi aspettiamo numerosi e calorosi!
L'Islanda, dopo Bjork, i Sigur Ròs ed Emiliana Torrini, tanto per citare i più noti, ci regala una nuova band che è facile prevedere lascerà il segno; è balzata, infatti, in poco tempo all'onore del mondo; lo scorso ottobre, subito dopo aver pubblicato "My head is an animal"in patria, ha partecipato all'Iceland Airways Festival ed il live realizzato nell'occasione per la KEXP di Seattle, condiviso in rete, ha immediatamente suscitato (e continua a suscitare) grande entusiasmo: basta vedere il numero di visualizzazioni ed il loro gradimento. Adesso il disco, particolarmente atteso, esce negli USA ed in Europa; si tratta di un piccolo capolavoro con atmosfere che spesso rimandano agli Arcade Fire ed ai Mumford and Sons; tra i suoi brani risaltano "Little talks", "Six weeks" e "King and Lionheart", canzoni che, lo si intuisce sin dal primo ascolto, ci terranno compagnia a lungo. (Marco Bonini)
Con un disco come questo (CD+DVD dal vivo), è necessaria una passione, o perlomeno un affetto, nei confronti dei musicisti. Sempre più spesso, infatti, i dischi dal vivo rappresentano una postilla, per quanto felice, alla produzione principale. Doverosa premessa a parte, Live At Roepaen è una meraviglia, dall’ambientazione più che appropriata (una chiesa, con navate silenziose e candele accese) allo spettacolo in sé, con David E Edwards (mente e cuore di Wovenhand) al solito seduto al centro ad officiare la cerimonia. Il repertorio di WH non si nutre solamente delle suggestioni tradizionali, opportunamente contaminate, che furono dei 16 Horsepower, ma espande quei suoni verso sfumature rock o, addirittura, etniche, senza però cascare nel tranello della “musica del mondo”. A proposito, in un mondo musicale non capovolto, DEE avrebbe la stessa fama di Tom Waits. La merita tutta. (Marco Sideri)





















