Renato 'Mercy' Carpaneto è stato – come i più attenti ricorderanno – voce e anima di alcune delle migliori realtà della musica genovese dai primi Novanta in poi: Malombra, Il Segno del Comando, Helden Rune... La sua voce era e resta straordinaria, personalissimo punto di incrocio tra Peter Hammill e Ian Curtis. La musica che ha suonato nel corso della sua carriera – sempre incurante del music business e delle mode, alla ricerca della sola qualità artistica – è stata ora hard progressive, ora dark wave, ora doom, ora gothic... Tra i suoi ascolti possiamo annoverare Atomic Rooster, Amon Duul II, Van der Graaf, Black Sabbath, primi Ultravox e quanto di meglio gli anni d'oro della musica vera hanno saputo regalarci. L'ultimo progetto di Mercy è, ora, Ianva, grido di dolore e di guerra contro un mondo che è, oramai, soltanto bieca imposizione di meri calcoli finanziari. All'oggi per come lo sperimentiamo quotidianamente gli Ianva dicono no. Cercano altro, cercano un'altra via e, insieme con essa, l'accesso a una rinascita autentica dei valori dello spirito. Lo fanno tramite una musica sospesa tra prog e folk, antica e moderna a un tempo, dalle aperture quasi catartiche e intrise di classicismo – attenzione: non vuoti barocchismi – una musica che sa attingere radici esoteriche attraverso un processo di alchimia sonora. Lo spessore che sprigiona questo terzo full length degli Ianva è elevatissimo, la proposta colta come poche. I riferimenti culturali sono diversi, forte la suggestione di questi tredici brani. Fra gli altri, collabora il sempre ottimo Fabio Gremo, del Tempio delle Clessidre. Letteralmente meravigliosi sia il libretto interno alla confezione sia le illustrazioni. Lasciatevi prendere dalla mano di Gloria. (Davide Arecco)


