Un po' di leggerezza non guasta, a volte, nell'assedio di cupezze e difficoltà quotidiane. Tutto sta a trovare la dose giusta, e soprattutto i musicisti giusti, che leggerezza sappiano dispensare senza farla diventare fatua inconsistenza. E' un rischio che non corre la formidabile Orchestra Cocò, che poi, a dispetto del nome, è un trio con due chitarre "manouche" e contrabbasso, quello di Lucio Villani, che poi è anche la voce solista. Qui c'è ospite anche Giorgio Conte, uno che poi non è molto distante dalle cose amate in casa Cocò: standard americani riletti con ironica distanza apparente, e molto affetto reale, swing italiano come piaceva al "nostro" Natalino Otto, Django Reinhardt. Per la prima volta, anche un paio di brani originali: del tutto in stile con quanto c'è attorno. (Guido Festinese)


