Poteva sembrare poco più che una benevola ed innocua provocazione, una di quelle scelte che attirano perplessità e attizzano sarcasmi, ma alla fine i fatti dimostrarono che aveva ragione chi l'aveva fatta, quella scelta. La scelta di portare come maestro concertatore Ludovico Einaudi alla “Notte della Taranta”. Il compassato, un po' blasé signore delle melodie ai limiti di una cantabilità spoglia e “popular”, messo a confronto con la sferza delle tammorre. Andò tutto molto bene, invece, e qualche tempo dopo Einaudi ha riunito in studio una sorta di “accademia dell'eccellenza” delle note trance, popolari e folk dal Salento, ed oltre, riservandosi, lui, qualche tocco di pianoforte. Per capirsi: Cinzia Villani ed Enza Pagliara, giovanissime voci antiche, Antonio Castrignanò ed Emanuele Licci, Justin Adams e Juldeh Camara, Ballakè Sissokò e Mercan Dede. Risultato? Un flusso impetuoso, dolcissimo e motivato che non cerca filologia, e smuove cuore e cervello. Abballati! (Guido Festinese)


