Il viaggio inizia sulla tormentata, dolce bellezza degli arpeggi pianistici di Mirko Signorile, uno dei più raffinati pianisti jazz attivi nella Penisola. Non è un disco di jazz, però, questa nuova prova in duo di Carone e Signorile, esperienza già tentata anni fa con Far Libe. E' una sorta di “riflessione d'autore” ( testi di Marisa Romano e Luca Basso) sul tema del viaggio, quello fisico, e quello che la capacità evocativa della parola riesce a mettere in scena, sulle ali della fantasia. I testi alla base sono Le città invisibili di Calvino e Il libro dei viaggi di Beniamino di Tudela: meri spunti per creare dodici “stazioni musicali” scandite dal pianoforte, e dalla bella e misteriosa voce di Carone, in italiano e in yiddish. Viene in mente che, in una versione meno scarna e “autoriale”, con arrangiamenti e strumentario adeguato (e immagini a commento) questo lavoro sarebbe una magnifica prova di neo prog o di art rock che dir si voglia. Chissà che non ci abbiano già pensato. (Guido Festinese)


