Il testo che intitola il disco e dà nome e gruppo va subito riportato: “Lungo l'Arno silenzioso /sedevano amari/due pescatori solitari/Tra bottiglie ed immondizie/ tacevano ignari/ godendo/ piaceri proletari”. Se siete ancora orfani per la mancanza di Piero Ciampi, se i “disperati intellettuali e ubriaconi “ di Rondelli fanno parte del vostro Dna, non perdetevi i Piaceri Proletari. Che poi sarebbero quei due spiritacci di Giulio Bracaloni e Matteo Torretti, peraltro anche ottimi frequentatori di corde grandi e piccole, qui in compagnia di sette musicisti eccellenti con fiati, ritmica e fisarmonica che fanno del loro meglio per fare del loro peggio, ovvero cercare di suonare come se fossero a un incrocio trafficato. Canzoni oblique e sbilenche, lampi d'umanità stranita trovati scavando nella raccolta indifferenziata, poesia di strada e strade di poesia. Per di più il disco è stato realizzato, parole loro, con “elemosine on line”, la fase sottoproletaria del crowdfunding, in pratica. Uno spasso, insomma. (Guido Festinese)


