Un’accademia dell’eccellenza strumentale ligure (senza accademismi!) a fornire il vestito strumentale più bello per una grande signora della canzone d’autore genovese, una donna bella e libera che, fosse nata dall’altra parte dell’Oceano, oggi raccoglierebbe ben altre messe di riconoscimenti. Torna Claudia Pastorino con un disco che porta solo il suo nome, indizio di una semplicità che è epitome di grande forza interiore. I musicisti attorno sono Gianni Martini, “Dado” Sezzi, Claudio De Mattei, Fabio Viale, Enrico Testa. E poi c’è lei, con le sue canzoni che parlano di angosce sottili e lacerti di bellezza ritrovati grazie alla musica, ai pensieri, a un’occhiata sincera scambiato con qualcuno, sia anche una delle sue amate creature a quattro zampe. Racconta Claudia a un certo punto: “Bisogna avere quarant’anni e questa Santa Misantropia / nel quotidiano alternare di nevrosi e euforia/ non faccio parte di nessun NOI, nessuno mi rappresenta / E soltanto nella Musica sono davvero contenta”. Meno male che la Musica se l’è presa: così a noi può restituirne frammenti incantati. E intelligenti, merce rara nella genia affetta spesso da contemplazione ossessiva del proprio ombelico. (Guido Festinese)


