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        <title><![CDATA[Recensioni - discoclub65]]></title>
        <description><![CDATA[Discoclub, dal 1965 la musica a Genova]]></description>
        <link>http://www.discoclub65.it/</link>
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                <guid isPermaLink="false">5474-1338</guid>
                <title><![CDATA[BOB DYLAN - Another Self Portrait (1969-1971): ]]></title>
                                <link>http://www.discoclub65.it/rock/archivio-mainmenu-40/5474-bob-dylan-another-self-portrait-1969-1971.html</link>
                <description><![CDATA[
                                Decimo capitolo della leggendaria bootleg series dylaniana, con registrazioni inedite, distribuite su un paio di nutriti dischetti, accompagnati dal solito splendido libretto, comprese fra il 1969 e il 1971. Sarà l’ignoranza crassa, la pigrizia, o l’incipiente demenza senile, ma non abbiamo voglia o non siamo in grado di spiegare alcunché, ammesso che ce ne sia bisogno. Ci limitiamo a consigliare vivamente di ascoltare questo ennesimo (e per fortuna!), prezioso ed emozionante documento sonoro che sul piano musicale fotografa il menestrello o messaggero errante di Duluth (Minnesota) felicemente sospeso tra i “Basement Tapes” e i suoi primi anni ’70, da “New Morning” a “Planet Waves”, passando per il “Nashville Skyline”. E pensare che proprio nel 1969 Dylan stava meditando il ritiro, dopo il terribile incidente in motocicletta e la delusione per le eccessive critiche, nella seconda metà degli anni ’60, alla sua epocale svolta elettrica, che come un’incontenibile “pietra rotolante” aveva letteralmente scaravoltato il mondo della popular music e non solo. Una decisione, quella dell’abbandono, che fortunatamente non ha mai avuto luogo, come ancora una volta testimonia questo nuovo doppio reperto, e (come) recentemente dimostrato dallo stesso “Tempest”, ultimo fluviale e tracimante disco in studio. Ma stiamo parlando troppo, e queste sono notizie biografiche fin troppo trite e inflazionate. Spazio alla musica, quindi, a questo intenso e profondo racconto americano, che in sé, tra le sue maglie armoniche, riesce a custodire, senza esagerazione, gran parte di storia dell’umanità. Buon divertimento, nel senso più nobile del termine.                ]]></description>
                <category><![CDATA[Recensioni]]></category>
                <pubDate>Sun, 22 Sep 2013 18:38:48 +0200</pubDate>
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