<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0">
    <channel>
        <title><![CDATA[Recensioni - discoclub65]]></title>
        <description><![CDATA[Discoclub, dal 1965 la musica a Genova]]></description>
        <link>http://www.discoclub65.it/</link>
                                        <item>
                <guid isPermaLink="false">6806-2149</guid>
                <title><![CDATA[ STEFANO BOLLANI - Mediterraneo: STEFANO BOLLANI TRIO - Mediterraneo: Jazz at Berlin Philharmonic (ACT, 2017)]]></title>
                                <link>http://www.discoclub65.it/jazz/archivio-mainmenu-42/6806-mediterraneo.html</link>
                <description><![CDATA[
                                In un momento in cui l’idea d’Europa è quanto mai in crisi, il Jazz at Berlin Philharmonic ha allestito una serie di concerti, curati da Siggi Loch, per esplorare le radici musicali del ‘Veccho Continente’ e documentare il ‘Sound of Europe’. Non poteva mancare un capitolo dedicato all’Italia e probabilmente, per condurre un viaggio tra musiche così eterogenee, non poteva esserci musicista più adatto di Stefano Bollani. Al trio danese del pianista (Jesper Bodilsen al contrabbasso e Morten Lund alla batteria) si aggiungono quattordici membri del  Berliner Philharmoniker e l’accordeonista francese Vincent Peirani: il compito sembrerebbe davvero improbo e altissimo il rischio di cadere nel kitch. Invece il miracolo avviene: merito di Bollani, completamente a suo agio sia con una Sinfonia di Monteverdi che con “Amarcord” di Rota (autore con cui, a nostro parere, ha più di un tratto in comune), capace di partire da “The Good, The Bad And The Ugly” per citare “Manhattan Skyline” di  David Shire (da “Saturday Night Fever”!); e di dare nuovo lustro a un brano quasi consunto dall’uso come “Azzurro” di Paolo Conte. Gli arrangiamenti sono del norvegese Geir Lysne, attento a non scadere nell’oleografia in titoli rischiosi come “O mio babbino caro” di Giacomo Puccini, “Largo al factotum” di Gioachino Rossini) o “Fortunella” di Nino Rota (il brano, tratto da un film diretto da Eduardo De Filippo, che diventerà il celeberrimo tema del Padrino di Coppola). Una piacevole sorpresa che non risolverà il problema dell’Europa, ma raggiunge egregiamente il suo scopo. (Danilo Di Termini)                ]]></description>
                <category><![CDATA[Recensioni]]></category>
                <pubDate>Tue, 21 Nov 2017 12:36:24 +0100</pubDate>
            </item>
                        <item>
                <guid isPermaLink="false">6806-2146</guid>
                <title><![CDATA[ STEFANO BOLLANI - Mediterraneo: ]]></title>
                                <link>http://www.discoclub65.it/jazz/archivio-mainmenu-42/6806-mediterraneo.html</link>
                <description><![CDATA[
                                                ]]></description>
                <category><![CDATA[Recensioni]]></category>
                <pubDate>Sun, 19 Nov 2017 15:47:44 +0100</pubDate>
            </item>
                        </channel>
</rss>
