.jpg)
Ridotta a due serate per la cronica mancanza di sponsor, con il solo contributo della Regione Liguria e della collaborazione del Goethe Institut Genua relativamente ad un concerto, l’edizione 2008 del festival organizzato dall’Ellington club ha visto avvicendarsi sul palco del Teatro dell’Archivolto due pianisti, il tedesco Florian Ross e l’albanese Markelian Kapediani, e il quartetto di Dave Liebman; il pubblico ha reagito com’era prevedibile: solo un centinaio, i presenti la prima sera e Gustavo Modena quasi esaurito nella seconda.
Florian Ross è un pianista trentasettenne molto famoso in Germania, dove ha inciso diversi dischi prima con Naxos e ora con Intuition; ha proposto un repertorio di brani originali tra cui “Farewell”, un bel tema tratto dal suo disco in trio “Blinds and shades” e “Sea green”, da “Seasons and places”. Il suo è uno stile molto mainstream, a tratti romantico, per certi versi ancora acerbo, soprattutto sul piano emozionale. Markelian Kapedani, un disco all’attivo per la benemerita Red record di Sergio Veschi, ha invece pescato nel repertorio tradizionale della sua terra, riarrangiando melodie popolari albanesi e greche, riproposte in maniera esuberante, a tratti addirittura ridondante. Molti tempi dispari (“Balkan blue” in 7/4, “Kalamatiano” in 7/8), molta enfasi, ma alla fine anche una certa monotonia interpetativa che la vivacità non è bastata a mascherare. Dave Liebman infine: l’ex sassofonista di Miles Davis (tra il 1972 e il 1974 in dischi come "On the Corner", "Big Fun", "Dark Magus") è ormai il più grande interprete del sax soprano e anche in questa serata non ha mancato di dimostrarlo, alternandolo al tenore e ad un piccolo flauto indiano. Il suo quartetto (Vic Juris alla chitarra elettrica, Toni Marino al contrabbasso e Marko Marcino alla batteria) ha mostrato un grande affiatamento e la musica proposta (in gran parte originali se si esclude un’originale versione di “All the things you are” e “Lonely woman” di Ornette Coleman, preludio ad un omaggio che il quartetto dovrebbe incidere a gennaio), sempre in bilico tra avanguardia e memoria, ha ampiamente ricompensato il pubblico presente. (Danilo Di Termini)
{mos_sb_discuss:6}





