Il fascino perverso del 'non luogo' ha reso un po' maliconica l'esibizione di Curtis Fuller presso l'Outlet di Serravalle Scrivia (AL), nella rassegna 'Summer Nights': una serie di concerti jazz con nomi di tutto rispetto. Nel cartellone di quest'anno sono presenti anche Dionne Warwick, Toquinho e il World Saxophone Quartet. Il trombonista di Detroit, apparso piuttosto affaticato dall'età (e forse dal trasferimento) ha comandato una formazione assai valida con Piero Odorici ai sax, Nico Menci al pianoforte, Aldo Zunino al contrabbasso e il texano Joe Farnsworth alla batteria. Le poche frasi di Fuller, tra introduzioni, riff e brevi, sporadici assoli sono state comunque recepite dal pubblico come la testimonianza del glorioso passato del musicista al fianco di John Coltrane, Bud Powell e Art Blakey ; sugli scudi invece il sax tenore di Odorici, che ha avuto grande spazio come solista principale, anche al sax soprano. Ottima e trascinante, la sezione ritmica ha mostrato un buon affiatamento e si è meritata il favore della piazza con un brano applauditissimo nella formazione classica del piano trio. In quest'ambito è emersa la raffinata tecnica dell'impassibile ma pirotecnico batterista americano. Repertorio un po' di routine, bilanciato tra originali composizioni di Fuller, classici davisiani e rinforzato in chiusura dall'immortale 'Caravan' di Duke Ellington. (Fausto Meirana)


