| 22 Agosto 2010
DISCO MIX a cura di Jedediah Leland
Ignoriamo se le raccolte siano inedite solo nella forma - in pratica nella compilazione - o anche nel contenuto: il lancio pubblicitario in proposito è ovviamente ambiguo; ma tant'è, la cosa che più colpisce, è che lo storico quotidiano della borghesia italiana e la rivista ammiraglia della potenza editoriale Mondadori (di cui forse non è superfluo ricordare la clamorosa legge 'ad aziendam' di cui si parla in questi giorni), non siano minimamente turbati dalla convivenza, seppur in allegato, con una da delle icone più classiche della sinistra. A qualcuno il discorso sarà già venuto a noia: ancora con queste divisioni ("che cos'è la destra, che cos'è la sinistra" cantava uno che avendo sposato Ombretta Colli di contraddizioni se ne intendeva), in un'epoca di globalizzazione, di post-tutto, ancora un discorso così 'retro', legato a schemi ormai vetusti e inservibili? Avrete notato che non siamo stupiti dal fatto che i Nomadi abbiano deciso di proporre stancamente il loro repertorio beat-gucciniano in salsa centro sociale con due testate così distanti dal loro vissuto e dal loro raccontato: da qualche anno, dopo la scomparsa della sinistra o dopo l'era Veltroni (che ci sia un legame?), le icone tutte, si sono limitate a tirare a campare, cercando di mettere insieme, ove possibile, il pranzo con la cena. Quello che colpisce ancora una volta è il pragmatismo del capitale (c minuscola please) che non si perita di guadagnare stampando "Auschwitz" e "Dio è morto" con tanto di commento dell'unico membro originario rimasto e del critico italiano dell'establishment. Va tutto bene, per carità, ma almeno "Noi non ci saremo".| < Prec. | Succ. > |
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