| 18 Giugno 2011
DISCO MIX a cura di Jedediah Leland
. Quindi abbiamo a disposizione dati unici sulle risposte dei ragazzi a canzoni non popolari. Potremmo verificare se è possibile predirne il successo". L'esperto ha quindi organizzato un'analisi comparativa, rilevando che, effettivamente, i dati sulla risposta cerebrale dei teenager alle canzoni consentono di predire la popolarità di una canzone. Certo, ammette Berns, "questa scoperta accidentale ha i suoi limiti: è stata rilevata studiando solo 27 persone". E, aggiungiamo noi, il campione avrà tenuto conto degli ambienti sociali da cui provenivano i ragazzi, delle influenze e delle preferenze musicali, dell'umore del momento? E poi una canzone su centoventi, non sembrerebbe proprio una percentuale a prova di idiota. Insomma, non proprio una dimostrazione scientifica impeccabile; ma il fatto che i ragazzi prescelti avessero tutti tra i 12 e 17 anni, potrebbe essere un'occasione per approfondire un po' l'esperimento: è altamente probabile che i soggetti in questione non abbiano mai ascoltato "Like A Rolling Stone" di Bob Dylan, "Whats Going On" di Marvin Gaye, "A Change Is Gonna Come" di Sam Cooke, "My generation" degli Who per non parlare di un qualsiasi pezzo jazz o di musica classica o contemporanea. Allora si potrebbe provare a farglieli sentire "per vedere l'effetto che fa" o, per essere più scientifici, "la loro attività cerebrale attraverso la risonanza magnetica funzionale". Certo a Berns non gliene frega molto in quanto "il mio obiettivo a lungo termine è comprendere i fenomeni e le tendenze culturali. Voglio sapere da dove vengono le idee, e perché alcune diventano popolari e altre no. In definitiva, sto cercando di prevedere la storia". O, meno pomposamente, sta cercando di prevedere come scegliere un cavallo sicuramente vincente e guadagnarci su. Ma se anche uno solo dei ventisette ragazzi, rimanesse a bocca aperta durante l'ascolto, questo sì, che meriterebbe una pagina di giornale.| < Prec. | Succ. > |
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