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I nostri preferiti Rock GODSPEED YOU BLACK EMPEROR! - f#a# (Kranky 1998)
 

GODSPEED YOU BLACK EMPEROR! - f#a# (Kranky 1998) Hot

Image Definizioni per cercare di fissare la multiformità dei Godspeed You Black Emperor! ne sono state date tante (tipo “post rocker crimsoniani”), quindi una in più non guasterà. Si può perciò dire che i Godspeed (di Montreal, Canada) suonano punk sinfonico. “f#a#∞” è l’opera prima di questo ensemble ad organico folto e flessibile (di solito gli elementi sono 9 ma qui le note di copertina citano 19 nomi…) e funge da manifesto programmatico delle loro intenzioni.

 Solo tre brani d’insolita lunghezza (16, 17 e 31 minuti rispettivamente), articolati in diversi movimenti dove passaggi di grande furia distruttiva (il punk, si diceva) si alternano a passaggi più distesi ed ampio respiro a metà fra rock e suoni orchestrali (ovvero il sinfonismo). A ciò si aggiungano voci narranti e suoni ambientali in chiave urbana che fanno da collante fra i vari momenti. Chi, a questo punto, immagini ambientazioni in chiavi progressive sappia che qui c’è molta più emotività e che il dato principale non è tanto l’alternarsi di dolcezza e violenza, quanto piuttosto la presenza di un filo emotivo sempre scoperto a prescindere dal volume e dagli strumenti prescelti. E’ questo il disco dei Godspeed dove le trame sono più nitide, oltre che, forse, più belle (il finale di “The Dead BlackFlag Blues” o il crescendo centrale di “Providence”). I lavori successivi saranno altrettanto suggestivi ma più segnati da un evidente massimalismo musicale e anche politico. Una curiosità: il John Train citato nel libretto del cd, altri non è che l’alter ego violento e distruttivo creato dal cantautore Phil Ochs negli ultimi mesi di vita.           (Antonio Vivaldi)

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