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I nostri preferiti Rock POP GROUP - For How Much Longer Do We Tolerate Mass Murder? (Rough Trade 1980)
 

POP GROUP - For How Much Longer Do We Tolerate Mass Murder? (Rough Trade 1980) Hot

Image“Per quanto ancora potremo tollerare l’omicidio di massa?” si chiedeva Mark Stewart nel 1980. “Lo tolleriamo ancora,” è la risposta 25 anni dopo. Voleva essere antiutopistico l’allora giovane estremista di Bristol. Voleva colpire, ferire, far ridere a denti stretti. Era l’epoca in cui la new wave lasciava cadere i semi da cui sarebbero fioriti Spandau Ballet e Duran Duran (“per quanto ancora potremo tollerare certe reunion?”), il disimpegno impregnava l’aria e Stewart decideva di chiamare Pop Group una formazione che di pop non aveva proprio nulla. Il primo album “Y” (1979) è molto più violento di quanto qualsiasi heavy-trash-speed metal potrà mai essere.
Il secondo “For How Much Longer Do We Tolerate Mass Murder?” è considerato meno importante, meno epocale, eppure, riascoltato a distanza di tempo, riesce a essere altrettanto incisivo. E poi consegna alla storia una copertina straordinaria: collage di foschi titoli di giornale e l’immagine tenera e straziante di due bambini nudi che si baciano. Rispetto a “Y” la forma sonora è meno “lavica” e più strutturata secondo modalità che viaggiano fra Ornette Coleman, il funk e un’enfasi recitativa che ricorda i Last Poets (di cui, non a caso, viene ripresa “One Out Of Many”). In “Feed The Hungry”, uno dei momenti più intensi, si ascolta Stewart parlare dei minatori della Bolivia ed è triste pensare che per quei minatori poco è cambiato da allora a oggi e che la Bolivia resta uno dei paesi più poveri del mondo. Passaggio altrettanto significativo è “There Are No Spectators” e qui il tempo trascorso propone una constatazione ancor più amara: purtroppo  siamo ormai diventati tutti spettatori. (Antonio Vivaldi)

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