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I nostri preferiti Rock BLACK HEART PROCESSION - 2 (Touch and Go 1999)
 

BLACK HEART PROCESSION - 2 (Touch and Go 1999) Hot

ImageNati nel 1997 come progetto parallelo ai Three Mile Pilot, i Black Heart Procession sono diventati quasi subito un’idea forte. Attorno all’immagine di una ‘processione del cuore nero’ Pall A Jenkins e Tobias Nathaniel hanno creato un vero e proprio mondo, una specie di California al negativo (i due sono di San Diego): al posto delle spiagge ci sono montagne impervie, al posto dell’eterna estate dei Beach Boys un infinito inverno, e al posto della bella gioventù abbronzata creature pallide e sofferenti. Detto così, si potrebbe parlare di piccolo manuale del miserabilismo e in effetti la musica proposta nei primi tre lavori del gruppo (indicati semplicemente da numeri cardinali in sequenza) non si può dire allegra.
Eppure le canzoni dei BHP, in particolare quelle di “2” (il loro album migliore) sono affascinanti, quasi pericolose nella loro suggestione. Come dice “When We Reach The Hill”: “Perché è qui che invecchieremo/ Da qui non ve ne potrete andare” (quasi una “Hotel California” adattata alle ansie del fine secolo imminente…). Il merito sta nella voce epica, dolente e a volte stranamente arcana (“Gently Off The Edge”) di Jenkins, in melodie che cercano di essere forti a dispetto della sofferenza (“A Light So Dim”) e in suoni teoricamente poveri (chitarra, piano, organo, qualche tocco di moog) ma che creano un effetto di pienezza, come in “Blue Tears”, degna del miglior Tom Waits. E se il parallelo con Waits è a tratti legittimo, siamo certo più vicini al mondo dei 16 Horsepower, Lì le ossessioni trascendentali, qui quelle terrene. In entrambi i casi il divertimento è poco, l’intensità molta. (Antonio Vivaldi)

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