Registrato tra il 2005 e il 2008, parte dal vivo e parte in studio, il quarto album solista del trombettista dei Supersilent, primo per l’Ecm dopo tre per la Rune, conferma l’interesse del musicista norvegese per nuovi territori musicali, difficilmente riconducibili o confinabili al solo ambito jazz. Proprio il titolo rimanda in qualche modo a quei “Mondi possibili” esplorati in passato (ormai quasi trent’anni fa) da Brian Eno e Jon Hassel, nel cui solco si colloca il suono di Henriksen. Una mappatura a più voci, con contributi di Jan Bang (che co-firma la maggioranza dei brani) e Erik Honoré, ai sampling ed elettronica varia, del chitarrista Eivind Aarset, della cantante Anna Maria Friman e di David Sylvian in due titoli (solo parlati). Paesaggi sonori, senza limiti e orizzonti. (Danilo Di Termini)
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