La compattezza della big band non è in discussione così come la maturità dei singoli, con doverosa menzione per i musicisti sopra citati. Nel repertorio una suite commissionata dal Festival di Monterey (all’estero accadono di queste cose) in quattro parti (molto bella la seconda “Free for all” con Nelson in evidenza, troppa ‘atmosfera’ nella terza “A time remembered”), altre due composizioni di Holland e una di Eubanks. Manca il momento indimenticabile, ma la musica è sempre di ottimo livello. (Danilo Di Termini)

