Il pianista franco serbo dal nome impronunciabile, Bojan Zulficarpašić, tant'è che ormai per convenzione si marca solo il cognome puntato, è l'ospite eccellente di un Trio (che in realtà è un quartetto: il paradosso c'è già nella autodefinizione) che porta il nome di Darriau, membro dei Klezmatics, ed animatore instancabile della scena downtown di New York. E' l'ambito frequentato da Zorn e dagli inquieti ricercatori del klezmer contemporaneo, e quindi non è difficile capire quale musica palpitante ed inquieta affronti questa formazione allargata: tempi dispari balcanici, incursioni tutt'altro che gratuite di strumenti etnici, ricerca sulla tradizione senza languori passatisti. Bojan Z. è il valore aggiunto: con un tocco pressante e ritmico che sembra fatto apposta per queste note libere. (Guido Festinese)

