Non tragga in inganno la copertina, ironico remake del “Koln concert” di Jarrett: la musica proposta dal gruppo newyorchese, al suo quinto disco, è agli antipodi dall’improvvisazione solitaria del pianista di Allentown. Benché si tratti di un quartetto (Peter Evans, tromba, Jon Irabagon, sax, Moppa Elliott, contrabbasso e Kevin Shea, batteria) di chiara ispirazione colemaniana, nei quasi 100 minuti di questo doppio cd, l’irruenza e l’impatto della musica, evoca i piccoli gruppi di Charles Mingus, in cui il fronte sonoro era paragonabile a una grande orchestra. Nove brani, nell’atmosfera rovente del live-set, in cui si passa da “Birdland” dei Weather report a “Love is here to stay” (in “Burning Well”) e dove i trentatrè minuti post-bop di “Blue Ball" sono funzionali e mai dimostrativi. Chapeau! (Danilo Di Termini)





