C'erano uno svedese, un tedesco e un cubano...E si chiamavano Tingvall Trio, però non è una barzelletta; lo svedese, Martin Tingvall, è il leader, suona il piano ed è quotato come l'erede dello scomparso Esbjörn Svensson, anche se il suo stile è meno eclettico e avventuroso; il tedesco, Jürgen Spiegel, suona la batteria e si lascia tentare da suoni e ritmi che, talvolta, hanno il volume e la potenza del rock; il contrabbassista, Omar Rodriguez Calvo, è un cubano 'anomalo', a suo agio tra i due nordici, anche se a tratti qualche sfumatura latina si avverte. Il 'combo' è energico e solido, ma anche lirico e melodico quando serve, d'altronde 'Vägen' testimonia in modo perfetto l'attualità di una formazione jazzistica 'classica' come il piano trio. Anche qui, come nel precedente 'Vattensaga' , dedicato all'acqua, c'è un tema conduttore, il viaggio; inteso come movimento, transito e infine, percorso oltre la vita; 'Efter Livet' (L'aldila') è infatti il titolo del brano sognante che conclude il disco dove il trio è accompagnato da una sezione di archi e fiati. (Fausto Meirana)


