Sono parecchi, anche dalle nostre parti, i nostalgici piazzolliani doc. Certo, ci si può consolare con le avventure di Mosalini, ci si può (vagamente) riprendere con le lussureggianti e un po' inutili riletture di Galliano, si può andare a caccia di altre radici tanghere con Caceres. Tanto vale, allora, andarsi a cercare chi oggi parte dalla lezione piazzolliana, e cerca di declinarla in qualche altro modo possibile.I Gaia Cuatro, ad esempio, in forza di una line up decisamente curiosa (due argentini, due giapponesi) immettono nel loro nuevo tango jazzato molti, molti aromi imprevisti. Molto si deve alla componente orientale: l'eccellente violinista Aska Kaneko (anche efficace vocalist), inevitabilmente segnata, pur nella pronuncia classica, da piccole asprezze melismatiche, il percussionista Tomohiro Yahiro, che crea aloni e scie ritmiche, più che fratture espressionistiche "piazzolliane". Gli argentini, invece, danno la struttura fluida ed incalzante che il tutto richiede, con pianoforte e basso. Attenzione: questo non è il nuovo disco, ma la ristampa con altro titolo del primo lavoro del 2004, arricchito da un videoclip e da una traccia live dove ci si può gustare anche la comparsata (al solito brillante) del nostro Paolo Fresu. (Guido Festinese)


