Non era mai accaduto che un artista italiano registrasse un disco dal vivo in quello che è l'ultimo tempio del jazz, il minuscolo locale di Manhattan dove si è fatta la storia della musica afro-americana. E che l'onore tocchi a Enrico Pieranunzi è un riconoscimento al valore di uno dei più grandi pianisti contemporanei, ma anche una conferma di una notorietà più estera che italiana. Registrato nell’estate 2010, in trio con Marc Johnson al contrabbasso e Paul Motian alla batteria (una delle ultime apparizioni), la scaltetta propone standard (Monk, Konitz, “La Dolce Vita”) e originali in cui il pianoforte di Pieranunzi raggiunge forse gli apici della sua espressività (splendidi gli echi di Satie in “Fellini's waltz”). Incisione 'live' perfetta. Non vi resta che sedervi a tavolino e buon ascolto. (Danilo Di Termini)


