E' stato l'imbattibile cosmopolitismo della capitale francese a dare una mano a far nascere questo eccellente trio di avantjazz al solito adocchiato e messo sotto contratto dall'attiva etichetta nordamericana attiva anche in ambito prog e art rock. A Parigi infatti è nato il Kandinsky Effect, età media attorno ai trent'anni, che conta sulle forze di Warren Walker ai sassofoni, il basso di Gaël Petrina, la batteria di Caleb Dolister: tutti maneggiano comunque con disinvoltura laptop ed elettronica, per alonare ed effettare un suono già di per sé assai colorato timbricamente. Questo è il loro secondo disco, e precisa e mette a fuoco in undici eccellenti composizioni un suono che eredita il meglio del free-funk di stampo ornettiano, certe disciplinate derive math jazz come le intende Steve Coleman, perfino qualcosa della logica sottile che innerva, per accumulo e lavoro sui diversi metri ritmici, i dischi affascinanti di Nik Bärtsch. (Guido Festinese)


