Il trombettista di Benevento Luca Aquino è uno dei musicisti italiani che, negli ultimi anni, maggiormente è riuscito a conquistarsi occasioni di visibilità con progetti tanto vari quanto riusciti: dal solo alle comparsate in band di livello internazionale, ad esempio quella di Manu Katché. Questo disco l’ha meditato per anni, ben consapevole che oggi è moda e tormentone, quella dei “progetti” nel jazz. In realtà qui si tratta, dice lui, di pura storia d’amore: quella di ragazzi che, un po’ di anni fa, attraversavano le “porte della percezione” con la voce sciamanica di Jim Morrison e l’organo psichedelico di Ray Manzarek. Dunque ecco una chiave di lettura che non è né mero citazionismo, né stravolgimento totale: una via di mezzo in cui si cercano e trovano groove insospettabili (vedi il trattamento di Riders On The Storm) o non ci si fa scrupolo di usare voci, con tutto il rischio che comporta misurarsi con il Re Lucertola: quelle di Rodolphe Burger, Petra Magoni, Carolina Bubbico. Eccellente, al solito tromba e elettronica “povera” del titolare. (Guido Festinese)


