Un disco “estremo”, per chitarra elettrica, che estremo non è , almeno: non nel senso che sia inascoltabile ai più. Basta tenere a mente che, se la buonanima di Jimi Hendrix fosse riuscito a campare qualche primavera in più, oltre ad avvicinarsi al jazz di Miles davis, com'è ben noto, e come non riuscì a fare per un pelo, probabilmente avrebbe anche cercato ulteriori traguardi timbrici di suono-rumore come quelli che persegue Claudio Lodati. Che è tutt'altro che un novellino, avendo militato nel leggendario Art Studio, formazione d'eccellenza del jazz di ricerca italiano più vicino ad autentiche diramazioni “progressive”, ed avendo all'attivo decine di dischi. Mettiamola in questa maniera, allora: se Bill Frisell non avesse preso (belle) derive cameristico – cooderiane, senz'altro avrebbe fatto un disco così. (Guido Festinese)


