Ci sono dischi che sembrano aver conquistato, per propri meriti, nicchie nel tempo che li custodiscono come gemme preziose a futura memoria. Che siano passati dieci o trent’anni dalla prima pubblicazione poco cambia. Prediamo il caso di Live At Montreux, strepitoso una tantum del 1984 di una formazione di etichetta Windham Hill riunita attorno ai violini di Darol Anger ed il pianoforte di Barbara Higbie, che per l’occasione scelsero di affiancarsi chitarra e mandolino di Mike Marshall, basso acustico di Todd Philips, steel drum di Andy Narell. Ognuno o quasi, da allora, ha avuto destini stellari. Allora, quando venero fuori queste dieci tracce di una bellezza al contempo maestosa e malinconica, con giochi di timbri letteralmente inauditi, pur lasciando intatta la prodigiosa forza melodica dei temi, qualcuno gridò al miracolo. Poi il miracolo non c’è stato, la cosiddetta “new acoustic music” s’è ritratta in pericolosi territori new ge o arenata nel tecnicismo, e solo chi ha un gran cuore va avanti (vedi alla voce Beppe Gambetta). Ma questo è un lavoro prezioso da ascoltare e riascoltare. E la ripubblicazione sarà una benedizione per chi allora era troppo giovane per averne sentito parlare. (Guido Festinese)


