Sì, lo sappiamo che più d'uno inarcherà il sopracciglio e assumerà un'espressione di sopportazione mista a snobistica noia a leggere il titolo. Perché Fresu è uno di quei dieci (cinque?) nomi che devono conoscere proprio tutti, anche chi non frequenta il jazz italiano e al contrario si abbandona al culto idolatrico e blasé di ogni novità alt rock, purché sia della tendenza - della - non - tendenza, citi tutto, dall'hip hop a Manfred Mann ai Tame Impala, sia un bel niente accoppiato col nulla, come dice Camilleri. E soprattutto sia molto figo averlo tra le mani perché così fai vedere che tu sì che ne sai. Bene, questo invece è un disco natalizio registrato dal vivo in un Teatro di Sassari qualche anno fa, e ora disponibile a chiunque voglia ascoltare musica, non supposizioni. Un orrido cd natalizio, come fanno in America? No, uno splendido racconto in jazz che è mutazione alchemica e raffinatissima dei materiali di base, siano oscuri canzonieri remoti nati nell'Isola, siano melodie stranote. Si esce attoniti da queste registrazioni che hanno la grazia e l'intelligenza imprendibile di certe cose di Miles. Con il pepe quieto e straniante del bandoneon di Daniele Di Bonaventura ospite aggiunto. E poi, se ve lo mettete sotto braccio magari qualcuno si incuriosisce. E potete attaccare discorso. (Guido Festinese)


