“Un orizzonte davanti”: gran bel titolo per un musicista americano che ha posizionato parecchi mattoni essenziali, nella storia ormai centenaria del jazz. Le molte primavere non solo non sembrano pesare sulle spalle del gran sassofonista tenore, ma si fa anche un po’ di autoironia su ulteriori sviluppi. A ben vedere, l’affermazione sembra proprio vera: perché Benny Golson, che molti ricorderanno per il suono asprigno e sapido, infiltrato di blues, sembra aver fatto fare una bella capriola al proprio stile. Qui, in compagnia di un altro gigante come Buster Wililams al basso, Mike LeDonne al piano e Carl Allen alla batteria sfodera un suono dolce, profilato e sensuale, che non può no far andare con la memoria a Stan Getz. E Lulu’s Back in Town, che sotto le dita di Thelonious Monk sembrava un derapato esercizio di “stride style” qui prende ambrate risonanze da ballad. Bentornato, comunque. E cento di queste incisioni. (Guido Festinese)


