Ci vuole una bella autoironia per definirsi “orchestra” ed essere poi in tre a giocarsi la musica, il numero che sarà pure perfetto, come si diceva un tempo dalle parti del Colosseo, ma resta tre, non trenta. Allora forse “orchestra” va inteso nel senso gustosamente retrò con cui si autodefinivano i gruppi ottant’anni fa, un po’ come i gruppi beat che negli anni Sessanta erano “i complessi”. L’Orchestra Cocò è un triangolo di talenti che non ha mai nascosto il proprio amore per energie sguinzagliate in salsa manouche, ovvero velocità radianti sulle corde acustiche tutte sussulti e tempi impossibili, il gusto per lo swing, una passionaccia per certe derive da crooner elegante, modello supremo Nat “King” Cole. Adesso si cimentano con un disco natalizio, come amano fare gli anglosassoni, e quanto potrebbe apparire noioso sulla carta per chi non ama né i generi prima citati né lo spirito natalizio è invece divertente e freschissimo: ad esempio quando si recupera la canzone dello spazzacamino di Mary Poppins, una vita fa. E poi, Natale è vicino… (Guido Festinese)


