Sono sufficienti poche note di “Star time” per ritrovarsi a metà degli anni ‘80, quando gruppi come Steps Ahead (in cui ha militato il sassofonista Bill Evans) e Yellowjackets (di cui il chitarrista Robben Ford è stato tra i membri fondatori) pubblicavano dischi che sarebbero rimasti come i migliori esempi di quell’incrocio tra jazz e rock passato alla storia con il nome di fusion. Entrambi i musicisti poi, anche se in tempi non concomitanti, ebbero anche modo di suonare nei magmatici gruppi che Miles Davis allestiva in quel periodo e basterebbero queste credenziali a farci capire che ci troviamo di fronte a due vere star dei loro strumenti. Ma gli anni passano e riproporre pedissequamente quella musica oggi (anche se qualcuno lo fa) non avrebbe più senso: così, insieme a un solido bassista come James Genus (un lungo sodalizio con Uri Caine, attualmente membro della house-band del Saturday Night Live) e con il batterista Keith Carlock (Steely Dan e Toto le sue ultime collaborazioni) Ford e Evans aggiungono una buona spruzzata di blues (“Catch A Ride”), echi bluegrass (“Bottle Opener”), tentano la strada del mid-tempo vocale alla Boz Scaggs (“Gold On My Shoulder”) o della ballata strumentale (“Something In The Rose”). Meno prevedibile di quanto si possa immaginare “The Sun Room” scorre sui binari di un intrattenimento di altissimo livello, ideali per gli amanti del genere, meno per chi nella musica cerca qualcosa di ‘inaudito’. (Danilo Di Termini)


