Jazz
Un flicornista svizzero, una virtuosa suonatrice giapponese di koto, la cetradi origine cinese, un chitarrista norvegese, un bassista e leader di seduta algerino, un batterista francese con sangue spagnolo. Effetti (notevoli) della globalizzazione in musica, l’unica che non apporti miseria e dolore, ma arricchimento spirituale e gioia della condivisione delle note. Il flicornista è Mathieu Michel, dal suono leggero, assorto, sensuale, e spesso protagonista dell’esposizione della linea melodica principale, la suonatrice di koto è Mieko Miyazaki, il chitarrista Eivind Aarset, il batterista Philippe Garcia, il titolare della seduta per l’etichetta bavarese è Michel Benita. Tutti assieme ci regalano un lavoro di un’intensità struggente in cui davvero è lecita solo una cosa: abbandonarsi al flusso incantato di note che hanno un identità solo se prese tutte assieme, una brezza che porta aloni tintinnanti, e molte altre magie assortite. Si sarà capito: River Silver è un disco di quel “folklore immaginario” che può essere stucchevole, se mal affrontato, o meraviglioso. Qui la bilancia pesa solo sull’eccellenza. (Guido Festinese)
Al quinto album infine la metamorfosi è completa. Eppure il passo, da nuova star del jazz contemporaneo al femminile (per di più scalza) a pretenziosa cantante pop da salotto, non sarebbe breve. Ma la quarantaduenne contrabbassista di Portland lo ha compiuto metodicamente, fin dal primo disco Junjo del 2006, passando per Chamber Music Society - Grammy Award come Best New Artist nel 2011 - e Radio Music Society in cuitra ospiti e orchestrazioni ancora manteneva un legame con il mondo della musica afro-americana. Adesso ha deciso di correre in tutt’altra categoria, in un limbo che sta tra la fusion e il pop, nel quale sembra disorientata, indecisa se proporsi come nuova Joni Mitchell (Judas, One) o percorrere strade apparentemente più aggressive (Good Lava, Ebony and Ivy), in realtà solo confusionarie e stantie di cui il lungo assolo di chitarra di Unconditional Love –alternate version è un fastidioso esempio. (Danilo Di Termini)
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