Jazz
Sì, lo sappiamo che più d'uno inarcherà il sopracciglio e assumerà un'espressione di sopportazione mista a snobistica noia a leggere il titolo. Perché Fresu è uno di quei dieci (cinque?) nomi che devono conoscere proprio tutti, anche chi non frequenta il jazz italiano e al contrario si abbandona al culto idolatrico e blasé di ogni novità alt rock, purché sia della tendenza - della - non - tendenza, citi tutto, dall'hip hop a Manfred Mann ai Tame Impala, sia un bel niente accoppiato col nulla, come dice Camilleri. E soprattutto sia molto figo averlo tra le mani perché così fai vedere che tu sì che ne sai. Bene, questo invece è un disco natalizio registrato dal vivo in un Teatro di Sassari qualche anno fa, e ora disponibile a chiunque voglia ascoltare musica, non supposizioni. Un orrido cd natalizio, come fanno in America? No, uno splendido racconto in jazz che è mutazione alchemica e raffinatissima dei materiali di base, siano oscuri canzonieri remoti nati nell'Isola, siano melodie stranote. Si esce attoniti da queste registrazioni che hanno la grazia e l'intelligenza imprendibile di certe cose di Miles. Con il pepe quieto e straniante del bandoneon di Daniele Di Bonaventura ospite aggiunto. E poi, se ve lo mettete sotto braccio magari qualcuno si incuriosisce. E potete attaccare discorso. (Guido Festinese)
Non è da tutti, e specialmente nell'affollato mondo del jazz, ricevere un omaggio in vita, senza aspettare il triste rosario delle ricorrenze, dei decennali,dei cinquantennali. Monty Alexander è vivo e vegeto, e il suo pianismo radioso contrassegnato da un gran tocco di “ricapitolazione” ( ricordiamo che Alexander è giamaicano, e la Giamaica è uno degli snodi nevralgici delle note afroamericane) viene ora omaggiato da un altro promettente maestro della tastiera, oggi quarantaduenne, naturalizzato cittadino a stelle e strisce, ma originario del Nicaragua, Donald Vega. Lo stesso Alexander ha voluto rimarcare sulla copertina di aver assai apprezzato la creatività del tocco di Vega applicata alle sue composizioni, qui proposte anche con l'aiuto dell'ottimo chitarrista Anthony Wilson e di Lewis Nash alla batteria, un batterista rodata da migliaia di esperienze. E' jazz solare, comunicativo, ilare e contagiosamente allegro, quello di Vega su Alexander, sulle tracce anche di Peterson e McCann. Se cercate un po' di buonumore a ottantotto tasti, è il cd che fa per voi. (Guido Festinese)
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