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Miscellanea Articoli miscellanea DREAM SYNDICATE - ARENA CONCHIGLIA di SESTRI LEVANTE
 

DREAM SYNDICATE - ARENA CONCHIGLIA di SESTRI LEVANTE DREAM SYNDICATE - ARENA CONCHIGLIA di SESTRI LEVANTE

dream sNella bella location ricavata da un antico convento a due passi dall'incantevole Baia del Silenzio a Sestri Levante è andata in scena la prima data ligure del "sindacato del sogno", uno dei gruppi guida del rock degli anni '80, guidati dal leader Steve Wynn (voce e chitarra ritmica) e dai due membri storici Dennis Duck (batteria) e Mark Walton (basso) con la presenza alle tastiere dello storico produttore Chris Cacavas e alla chitarra solista di Jason Victor, collaboratore di Wynn nelle sue avventure soliste."How did I find myself here ?" recita il titolo del loro nuovo disco uscito nel 2017, a quasi 30 anni di distanza dall'ultimo album di studio che vide la luce nel lontano 1988, del quale hanno riproposto in avvio "The side I'll never show" a titolo di ideale congiunzione con il passato. "Come ci siamo ritrovati qui?" forse si sono chiesti anche gli spettatori, circa un migliaio, in attesa del concerto. La risposta l'hanno data presto Wynn e soci: ci siamo ritrovati ad ascoltare una band più fresca che mai nel riproporre e attualizzare il suo ormai classico rock psichedelico, dove il valore aggiunto è costituito dall'innesto di Jason Victor, con le sue sventagliate chitarristiche acidissime e la capacità di rielaborare costantemente il suono adattandolo alle varie situazioni e creando così autentici momenti di pathos sonoro a intercalare il cantato sempre efficace di Wynn e la ritmica sferragliante di Walton e Duck. I Syndicate hanno riproposto quasi integralmente il suddetto ultimo lavoro, dilatando in una lunga jam acida e jazzata il brano omonimo, nonchè alcuni brani ormai classici della loro vita precedente tra i quali hanno brillato particolarmente "Forest for the trees" e "Tell me when it's over" nonchè "Still holding on to you" e "Boston" tra gli encores. Nonostante le richieste non si sono sentiti i due super-classici "Medicine Show" e "John Coltrane Stereo Blues" ma il concerto non ne ha risentito, brillando ugualmente di luce propria. Per concludere: un concerto di alto livello, molto più di una semplice "reunion": i californiani hanno dimostrato di sapersi ritagliare il loro spazio anche nel nuovo millennio sulla scorta di una competenza interpretativa, di una perizia tecnica e di una creatività sorprendente che molti gruppi attuali anche più celebrati neanche si sognano. Un gruppo senz'altro da continuare a seguire da vicino, ora che ha riannodato i fili del discorso. (Nanni Iguera)

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