Musica italiana

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GIAMPIERO ALLOISIO - Ogni vita è grande

A metà degli anni settanta, L’assemblea Musicale Teatrale, composta da artisti genovese, seppe rappresentare un anello di congiunzione solido e rigoroso tra la canzone e il teatro a carattere politico. Giampiero Alloisio era l’anima creativa di quell’interessante esperienza culturale. Oggi, l’artista genovese firma il suo primo contratto con una major dell’industria discografica, ma non rinuncia alla “storica” vicinanza alle tematiche sociali. Ogni Vita è Grande è, in primo luogo, un omaggio alla poetica intensa e sofferta di Umberto Bind, di cui Alloisio recupera alcune partiture musicali inedite (Il Paese Delle Cose Che Non Sono, Senza) e le rende autentiche “poesie in musica”. Inoltre, l’album offre una “riedizione” in chiave contemporanea de “La strana Famiglia” di Giorgio Gaber e una  bella versione di Venezia, nota anche nell'interpretazione di Francesco Guccini. Tra i brani a firma Alloisio, spicca la deflagrante intensità di Canzone per Carlo, dedicata a Carlo Giuliani. (Ida Tiberio)

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SIDERA NOCTIS – From Lost Space

Le stelle della notte che firmano questa bellissima e suggestiva opera sono quattro musicisti veneziani molto colti, dalla formazione accademica e dalla notevole esperienza musicale. Il loro repertorio comprende tredici composizioni, ora originali ora rielaborazioni di antiche melodie medievali, rinascimentali o appartenenti alla tradizione celtica. Le atmosfere assai evocative di From Lost Space cercano pertanto di tradurre in musica il canto dell'universo e la geometria del cosmo. Non a caso il brano conclusivo è dedicato a Keplero. Lirismo, riferimenti all'arte (Carpaccio), melodie arcaiche, rimandi fantasy, echi barocchi, progressive rock, richiami al mondo bretone e cavalleresco, simbolismo: nei brani dei SN troviamo tutto questo, con (a fare da collante) il desiderio di esprimere attraverso le note degli strumenti e la voce il mistero di astri e pianeti. A guidare il progetto è Mauro Martello, eccellente flautista e produttore del lavoro, attualmente con gli Opus Avantra. La tecnologia delle tastiere è funzionale all'idea che guida l'ensemble e non stona per nulla con l'intenzione di penetrare i segreti del cielo notturno e della volta stellata. Nessun virtuosismo fine a se stesso nei SN, ma una grande raffinatezza esecutiva, unita a una sensibilità artistica di prim'ordine. Ascoltando questo cd ci si trova dinanzi ad un messaggio che filtra da uno spazio profondo e perduto dall'uomo di oggi: è merito autentico di Martello e dei suoi compagni di viaggio avercelo saputo restituire. www.mauromartello.com (Davide Arecco)

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LITFIBA - Grande Nazione

Galvanizzati dal successo europeo e italiano del tour ecco come promesso ai fan il nuovo album d'inediti dei Litfiba. La coppia gol tra le più forti del rock italiano, torna in campo a rappresentare nel bene e nel male la "Grande Nazione", che è anche il titolo del nuovo disco uscito il 17 gennaio. Naturalmente, anche se i due bomber sono i diretti responsabili di testi e musica, gli album si creano in gruppo ed ecco che ad accompagnare loro ci sono:  Daniele Bagni (basso), Federico Sagona (tastiere) e Pino Fidanza (batteria), gli stessi anche della tournee dei 2 anni passati. Da Piero e Ghigo non si chiede un lavoro tecnico, sopraffino o altro, ma solo del sano rock con il necessario pepe che condisce i loro testi da quasi 30 anni (salvo qualche parentesi opaca); ed ecco che "essi" rispondono con l'opening forse più bella in 20 anni di rock nostrano: "Fiesta Tosta", un concentrato privo di rigiri di parole  “Soldi facili sesso droga e Gesù Cristo…" recita un frammento di un verso del brano (fate voi). Il primo singolo "Squalo" ha un punto forte ovvero la musica e un punto debole che è la troppa scontatezza del testo, ma è un buon pezzo tutto sommato. Si passa poi alle canzoni più affini al Piero "solista" come "Tra te e me",  e il secondo singolo "La Mia Valigia", passando a ritoccare le orme di Proibito con il pezzo "Tutti Buoni";  molto buona la title track, fino ad arrivare a "Anarcoide" , altra gemma del disco. Tutti i pezzi sono caratterizzati da un rock potente ed efficace, che ne fa di certo uno dei lavori più duri della band, in virtù anche delle influenze degli altri giovani componenti e il paradosso è il fatto che in tutti questi anni d'assenza, il "Pelu" e il "Renzulli" sono andati alla ricerca di strade alternative rispettivamente come la carriera solista, condita da una forte riflessione e ricerca anche di maturità o cercando di creare comunque quelli che si definirebbero tranquillamente "I lontani cugini dei Litfiba"; questa contraddizione  tuttavia è valida nei limiti, poichè come detto pocanzi, Piero ha messo molto del suo "solo" in un po' di brani. Credo senza problemi di dire che questo disco si colloca nella loro classifica (nella mia più che altro) dietro immediatamente "Spirito", ma è lontano dagli insuperabili "Terremoto" e "El Diablo", nel tentativo di metterli tra i"Litfiba 2" se mi permettete il termine. A ogni modo, oltre all'anteprima del tour, al giro di Italia ci  sarà da sballarsi sicuramente. Reunion? Soldi finiti? In questo caso: CHISSENEFREGA ! (Luca Cerbara)

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I LUF - I Luf cantano Guccini

I Luf cantano Guccini è' il nuovo album della band guidata da Dario Canossi . Attivi dal 2000 hanno alle spalle centinaia di concerti e questo è il loro decimo disco . Le loro canzoni parlano di vita comune, personaggi e storie vere, nel senso più poetico del termine. Piccole perle di dialetto, amore per la cultura, tradizione popolare e impegno sociale, tutti elementi che sono alla base della filosofia dei Luf. i Luf sono un branco di musicisti che arrivano da esperienze diverse e che insieme riescono a creare un impatto sonoro forte, con una grande impronta folk-rock.Con questo nuovo disco rendono omaggio ad un grande della musica italiana, Francesco Guccini, nell'anno del suo settantesimo compleanno. Nell'album sono presenti i classici del cantautore modenese, da "Bologna" a "Dio è morto", da "Canzone per un amica" a "L'avvelenata". Gli arrangiamenti studiati da i Luf sono freschi, originalissimi, distanti, ma rispettosi dagli originali di quello che tutti chiamano affettuosamente il maestrone. In un’ora di folk e divertimento i Luf sono in grado di far innamorare di Guccini quei pochi che non lo conoscono e di far riassaporare con gusto diverso, alcuni dei suoi brani migliori a chi li avesse scordati.

CD in vendita da Disco Club a partire da martedì 17 gennaio 2012 al prezzo di 14,90 €
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GARYBALDI – Note perdute - I nastri ritrovati

Un giorno del 2006 arriva a casa Fossati (Bambi, non Ivano!) un pacchetto spedito da Napoli. Dentro c'è una cassetta, l'ha registrata un ragazzo tra il pubblico nella città partenopea nel luglio del '73, al 1° Be In festival. Sul palco quella sera c'erano anche i genovesi Garybaldi, in piena forma. I giornali d'epoca (o meglio, forse è il caso di dire il giornale d'epoca, Ciao 2001) testimoniava di una grande esibizione. Adesso possiamo ascoltarne almeno un frammento, Madre di cose perdute e Sette?, quest'ultima ancora inedita al momento. Questa, e molte altre chicche per gli amanti di una stagione indimenticabile a Genova in Note Perdute – I nastri ritrovati 1969 – 1998 dei Garybaldi. Il brano più antico è Il volto stanco della gente di Maurizio Cassinelli, veterano dei Garybaldi (ora saggio archivista dei nastri sopravvissuti al macinio del tempo e al passare delle tendenze: potrebbero esserci altre sorprese): faceva parte del materiale preparato per Gleemen, la formazione che fece da apripista e ponte per i Garybaldi. Dal "cantiere" per la lavorazione di Nuda, il leggendario disco con la copertina di Crepax arriva invece Harold, registrazione milanese del 1972. Tre tracce dal '98, i "secondi" Garybaldi, quando Bambi aveva impresso al suo gruppo una svolta metal blues forse lontana dal rock sperimentale delle origini, ma tutta da riascoltare e rivalutare. Perché, vediamo di ricordarcelo, Bambi è il fuoco hendirxiano declinato al basilico. Ci trovate anche un brano a "microfoni aperti" che è poco più che uno sketch, Passaminabirra, ma che tenerezza riascoltare Bambi che dice a chi chi sta al di là del vetro: "Si sente tutto quello che diciamo? E chi se ne frega". Nella confezione anche un Dvd, Vicino in un momento / la storia e il rock dei Garybaldi: l'hanno realizzato Luca Bozzo e Massimo Calcagno. (Guido Festinese)

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LO-FI SUCKS! - Loud, Fast, Shut Up!

Mentre la California attende per il 2012 il ritorno dei Beach Boys, i vicoli di Genova giocano d'anticipo e assistono a fine 2011 al ritorno di un'istituzione locale: il L-FS!, sciolti nel 2004 e fino ad allora alfieri dell'indie rock con prefisso 010. Loud, Fast, Shut Up! Avrebbe dovuto uscire allora ma la fine del gruppo ha significato anche la scomparsa del disco. Torna oggi e ascoltarlo significa ricordare quanto il gruppo fosse capace di sedere a tavola con i ammericani (Pavement, Built To Spill, Sebadoh, Sugar) senza sfigurare. Non nella scrittura (puntuale e melodica), non nei suoni (fluidi nell'amministrare distorsione e sentimento con ottimi stacchi strumentali), non infine nella pronuncia (che sarà pure un dettaglio ma col cantato in inglese ha la sua importanza). L'uscita in vinile limitato completa il bel quadro d'indipendente nostalgia. (Marco Sideri)

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RadioDrama Disco Club #2

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