| 13 Aprile 2010
Anni fa arrivavo con la Vespa davanti a Disco Club e la parcheggiavo lì davanti, sotto il portico; se pioveva, era un ottimo riparo mentre controllavo le novità in vetrina; adesso è dura arrivarci anche a piedi, bisogna fare lo slalom; non si può più correre; temo un domani con i tornelli per entrare da qualsiasi parte.
Anni fa arrivavo con in testa già decisi sia il nome che l'interprete del long-playing da comprare; prima di partire ci pensavo a lungo; era una scelta importante, da valutare attentamente; le occasioni di tornare a casa col sacchetto verde non erano tante; sapevo poi che l'album l'avrei consumato di ascolti, che avrei seguito i testi in copertina e che spesso mi sarei anche sforzato di tradurli. Adesso è dura trovare qualcosa che soddisfi integralmente, che si stacchi dal resto; bisogna rischiare. Non si può più fare a meno delle compilations personali; temo un domani senza il tempo per elaborarle. Anni fa sentivo Per voi giovani, Supersonic, Pop-off e piazzavo il microfono del registratore Geloso davanti alla radio; adesso è dura accenderla e sintonizzarsi su qualcosa che emozioni. Non si può più cancellare il mondo esterno; per evitare le pubblicità l'unica è mettersi le cuffie; temo un domani con la musica che coli a vagonate, senza alcun filtro che mi venga in aiuto. Oh! Sono arrivato... Apro la porta, entro in negozio e, finalmente, la smetto di angosciarmi col futuro; adesso è dura affrontare quel che mi riserva il presente; basta la realtà ad impensierirmi; temo un oggi nel quale il disco che ho ordinato non sia ancora arrivato. (Marco Bonini)
Anni fa arrivavo con in testa già decisi sia il nome che l'interprete del long-playing da comprare; prima di partire ci pensavo a lungo; era una scelta importante, da valutare attentamente; le occasioni di tornare a casa col sacchetto verde non erano tante; sapevo poi che l'album l'avrei consumato di ascolti, che avrei seguito i testi in copertina e che spesso mi sarei anche sforzato di tradurli. Adesso è dura trovare qualcosa che soddisfi integralmente, che si stacchi dal resto; bisogna rischiare. Non si può più fare a meno delle compilations personali; temo un domani senza il tempo per elaborarle. Anni fa sentivo Per voi giovani, Supersonic, Pop-off e piazzavo il microfono del registratore Geloso davanti alla radio; adesso è dura accenderla e sintonizzarsi su qualcosa che emozioni. Non si può più cancellare il mondo esterno; per evitare le pubblicità l'unica è mettersi le cuffie; temo un domani con la musica che coli a vagonate, senza alcun filtro che mi venga in aiuto. Oh! Sono arrivato... Apro la porta, entro in negozio e, finalmente, la smetto di angosciarmi col futuro; adesso è dura affrontare quel che mi riserva il presente; basta la realtà ad impensierirmi; temo un oggi nel quale il disco che ho ordinato non sia ancora arrivato. (Marco Bonini) | < Prec. | Succ. > |
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