
L’unica, modesta, obiezione riguarda il pasticcio “franglais” del titolo. Per il resto il documento è davvero straordinario. Juliette Greco, la musa dell’esistenzialismo, viene colta nel momento di maggior splendore artistico (e non solo, dicono le foto) grazie a tre sedute di registrazione per la Rai: 19 febbraio e 8 dicembre 1952, 6 maggio 1953. Un’epoca remota resa emotivamente vicina dal longevo mito della rive gauche e della miglior Francia del ‘900.
Un’epoca in cui i testi delle “canzonette” portavano la firma di Raymond Queneau, Jean Paul Sartre o Jacques Prevert. Juliette Greco non era viscerale come Edith Piaf o straziante come Barbara, ma sapeva mostrarsi sensuale (“Avec Lui”) e sofisticata (la classica “Les Fueilles Mortes”). Nella stessa serie sono usciti contemporaneamente i volumi dedicati a Louis Armstrong e Frank Sinatra.
(Antonio Vivaldi)