
Nikki Sudden non ha mai affidato al business la gestione del suo (notevole) talento. Non lo fece neppure quando, giovanissimo e insofferente, si liberò dal grigiore opaco di Birmingham grazie agli Swell Maps, ingenua ma accattivante band in bilico tra new wave e sperimentazione. Treasure Island, ultimo lavoro di Nikki, conferma l’indipendenza, la voglia di osare e la passione di allora, con il valore aggiunto dell’esperienza. L’album è un gran bel viaggio nel rock’n’roll (Break Up), nella poesia sofferta dei migliori cantautori (Stay Bruised) e nell’energia del blues urbano (Kitchen Blues).
Preziosa anche la collaborazione di Mick Taylor e Ian MacLagan di cui Nikki Sudden, fan dichiarato degli Stones e degli Small Faces, sarà certamente orgoglioso.
(Ida Tiberio)