Farò lo scontato e parlerò del difficile terzo disco. Gli Interpol non mi avevano chissà che convinto, se non per il look così retrò e mioadolscenziale, con il primo disco, ma con il secondo eravamo andati a nozze. Adesso se ne escono con una copertina che non ha parole (senchè mi ricorda chissà perchè alcune cose dei Tindersticks) e con un disco che, a partire dal singolone "The Einrich Manuever" , ripunta sui tardoni quarantenni Joydivisiondipendenti (ma che è anche una "Slow Hands part 2" con più difetti e meno pregi). Bello l'inizio, quella melodica e la lentezza cerimoniale, cariche alcune aperture melodiche ma la sensazione di trovarsi di fronte ad un capolavoro abita da un'altra parte. Comunque acquisto consigliato a tardo trender insieme ad una compilation a caso di new wave anni'80. (Marcello Valeri)
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