Fare quello che fanno i Black Mountain, e uscire vincitori, è tutt’altro che semplice. Il collettivo (collettivo veramente, con tanto di tendenze nuovo-hippie) canadese riavvolge il nastro su trent’anni di rock (come in Led Zeppelin, per dire un nome) e lo aggiorna, un pochino, al gusto per la contaminazione che caratterizza gli anni 2000. Dentro “In The Future”, disco numero due, trovate chitarre elettriche acide e aggressive, melodie folk acustiche e delicate, voci che si incrociano, batterie che pestano, atmosfera bucolica e tempeste di rumore. Il tutto, e qui sta il segreto, amalgamato e perfettamente coerente con se stesso. Il disco si crogiola in un misto di melodia (ottima scrittura) e arrangiamento (i suoni sono curati e personali). Un buon inizio anno, guardando sia indietro che avanti. (Marco Sideri)
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