Fra tutte le nuove band che incorporano nei loro brani qualche elemento di musica africana (vedi Vampire Weekend), gli Yeasayer sono probabilmente la più interessante, come aveva dimostrato il singolo "Sunrise", che apre ora in modo suggestivo il LP. Non è facile definire la loro musica, costruita con una struttura compositiva aperta piuttosto che modellata sulle forme della classica canzone, e caratterizzata da grande ricchezza vocale e strumentale. Potrebbe piacere a quanti hanno apprezzato gli Arcade Fire del primo disco, ma gli Yeasayer non sono derivativi, e non disdegnano le improvvisazioni: in alcuni tratti pare di sentire persino echi prog. Se qualche brano sembra non troppo concluso, la già citata "Sunrise", "2080", "Germs" e "Wait For The Wintertime" valgono da sole il prezzo del disco. (Marina Montesano)
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