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Rock Recensioni LONELY DRIFTER KAREN - Grass Is Singing (Crammed Discs 2008)
 

LONELY DRIFTER KAREN - Grass Is Singing (Crammed Discs 2008) Hot

Image Eccoci di nuovo alle prese con un mondo magico, un’incantata gonghiana dimensione mitologica, il gusto per la fiaba, il racconto elfico, l’insopprimibile urgenza di evadere dalla realtà. Atmosfere a cui da tempo il pop internazionale è tornato ad abituarci. La differenza con la psichedelia bucolica di fine anni ‘60 è che allora si cercava di fornire nuove coordinate e categorie di comprensione del reale, mentre oggi si lavora solo con la fantasia alla ricerca di un possibile, consolatorio eldorado interiore. Niente di male ovviamente: sognare è per fortuna ancora lecito. Queste, quindi, le atmosfere di The Grass Is Singing, un bel lavoro di alternative folk sospeso tra la svaporatezza delle Coco Rosie, la Kimya Dawson della colonna sonora di Juno, le sofisticate evoluzioni di Joanna Newsom e il Being For The Benefit Of Mr Kite di lennoniana memoria. Insomma, una specie di giostra da fabbrica del cioccolato di Willie Wonka.

In realtà, dietro la sigla Lonely Drifter Karen, si nasconde il nome dell’austriaca Tanja Frinta, chitarrista, cantante, compositrice di ineffabile talento. Rimasta stregata dai musical che andava a vedere da bambina nei teatri e nei cinema della sua nativa Vienna, Tanja ha iniziato a scrivere canzoni dopo aver ascoltato una moltitudine di artisti, cabaret tedeschi e musica punk rock. Ha suonato e cantato in una indie band tutta al femminile quando aveva 20 anni, quindi ha preparato la valigia, ha raccolto la sua chitarra ed è partita. Ha vissuto per qualche anno in Svezia per poi trasferirsi a Barcellona, dove ha incontrato gli altri due musicisti che completano la formazione dell’album: il pianista maiorchino Marc Meliá Sobrevias (responsabile anche degli arrangiamenti del disco), ed il batterista italiano Giorgio Fausto Menossi. Il disco vive sull’intrigante voce bambina della sensuale, dolce, perfida Tanja e si nutre di irresistibili melodie ricche di ammalianti suggestioni, in cui i piedi diventano yo-yos, un inventore pazzo si innamora di una clown del circo, le ragazze si trasformano in elefanti, gli angeli sospirano mentre devono rinunciare al gelato, ed in cui a volte sì… perfino l’erba sta cantando. Straniante e coinvolgente. (Marco Maiocco)

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