La sensazione di presa diretta e al contempo di affiatamento si colgono già dal primo ascolto (per esempio, in “Spirit on the Water”): con l’eccezione del canto, al quale Dylan dedica grande attenzione, ottenendo risultati di espressività superbi. Pur rendendo omaggio alla tradizione musicale americana degli anni della Grande Depressione, “Modern Times” è un disco profondamente contemporaneo, in grado di toccare punte di eccellenza (“Workingman’s Blues #2”, “Nettie Moore”, “Ain’t Talkin’”) che si misurano con la migliore produzione dell’artista. (Marina Montesano)


