Poiché si parla di un gruppo stimato da pubblico e critica, viene voglia di dire subito che i Dr. Dog e il loro Fate (quinto titolo della discografia) sono un perfetto assist a chi sostiene che il rock è morto e sepolto. Va bene l’attitudine colta e distaccata e va bene la fusione fra citazionismo ’60 e ’70 (John Lennon su tutti) ed etica fai-da-te anni ’90, non va bene, anzi va malissimo la totale incapacità di partecipare a quel che si canta e suona con il risultato di scavare un tragico abisso fra i suoni (che ci sono) e la musica (che non c’è). Si salva poco o nulla, forse The Old Days con gusto rurale alla Fleet Foxes (sopravvalutati sì, ma che al confronto paiono dei geni) o 100 Years, che almeno sembra un pezzo buttato via da Ben Folds. Concettualmente uno dei peggiori dischi del 2008. (Antonio Vivaldi)
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