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Rock Recensioni GUNS N' ROSES – Chinese Democracy (Geffen 2008)
 

GUNS N' ROSES – Chinese Democracy (Geffen 2008) Hot

Image I 17 anni di attesa dall'ultimo disco dei Guns n' Roses sono soprattutto una trovata pubblicitaria. Più che atteso, infatti, il nuovo disco di Axl Rose era temuto: cosa aspettarsi da registrazioni abortite innumerevoli volte, con una fila di produttori e musicisti infinita? Diciamo subito, allora, che Chinese Democracy è di gran lunga meno peggio di quanto fosse lecito attendersi. Comincia bene, con il primo singolo Chinese Democracy e soprattutto con il secondo, Better, il pezzo migliore della raccolta, dotato di un riff che non fa rimpiangere i Guns di una volta. In un certo senso, il discorso riparte da Use Your Illusions, con gli stessi pregi che ne avevano decretato il successo, e i molti difetti: brani lunghi, barocchi negli arrangiamenti, sopra le righe. La voce di Axl non è più quella di Sweet Child O' Mine, ma rimane comunque inconfondibile; e se nel mezzo il disco si perde (Scraped è un'insensatezza), per poi riprendersi verso la fine (I.R.S. e Madagascar sono entrambe buone ballate), con i suoi oltre 70 minuti di durata Chinese Democracy non manca di intrattenere e divertire. (Marina Montesano)

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