William E W ha la barba lunga, un cappello à la Tom Waits calato sugli occhi, canottiera bianca, pantaloni neri e pizzica pensoso un banjo. Almeno così appare nelle fotografie promozionali per “Animals…”. Nell’apparenza, in qualche modo, sta già scritta la musica. Ballate da vecchia America balorda, cori ubriachi, sentimenti legnosi e antichi. Una ricetta non proprio originalissima di questi tempi. Ma. Ma “Animals…” arriva a coronamento di una gavetta vecchio stile (dischi traballanti e sotterranei dove il talento s’intravede solo), e si sente. È un album curato, ben scritto, che gioca con atmosfere solite piegandole ad un’ispirazione sicura dei propri mezzi, un album maturo nonostante il linguaggio intrinsecamente imperfetto del vecchio folk. Chiunque segue il genere troverà accordi per i suoi denti. (Marco Sideri)
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