Doverosa premessa iniziale: il Mark Knopfler solista è pur sempre un lontano (e a volte lontanissimo) parente di quello che ci fece impazzire da leader dei Dire Straits. Gli anni sono passati e anche il suo indubbio talento inizia a mostrare qualche macchia. Ma “Get Lucky”, pur massacrato da gran parte della critica, è senz’altro uno degli episodi migliori (o meno peggiori, se proprio non si riesce a essere benevoli con lui) di questa stagione musicale di Knopfler. Un suono pulito (grande il lavoro degli studi musicali, di proprietà dello stesso Mark), validissimi musicisti e collaboratori, tra cui il fido Guy Fletcher, ma anche Richard Bennett e Glenn Worf. Si parte con la bella sezione ritmica di “Border Reiver”, si passa attraverso “Monteleone” (che potrebbe sembrare la colonna sonora di un film) e “The Car Was The One” (la più vicina ai vecchi Straits) e si arriva al congedo di “Piper To The End”. Ci parla di fortuna, Mark Knopfler. Lui ne ha avuto tanta. Ma ora non vogliamogli così male. (Alberto Bruzzone)
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