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Rock Recensioni DANIEL JOHNSTON - Is And Always Was (Feraltone 2009)
 

DANIEL JOHNSTON - Is And Always Was (Feraltone 2009) Hot

ImageOgni giudizio sull’arte di Daniel Johnston sembra non poter prescindere da considerazioni sulla precaria (a essere delicati) salute mentale del musicista di Austin, Texas. Ciò detto, sarebbe interessante far ascoltare Is And Always Was a qualcuno che nulla sappia di una così peculiare vicenda umana e chiedergli un parere sul disco. Probabilmente direbbe che le canzoni sono belle, ma dovrebbe cantarle qualcun altro. Oppure, se fosse parecchio eccentrico, direbbe che la voce (impastata e con difetti di pronuncia) è unica e geniale ma i suoni troppo ricchi non permettono di apprezzarla. Entrambe le affermazioni sono vere e si può aggiungere che il produttore Jason Falkner ha provato (più di Mark Linkous nel precedente Fear Yourself) a rendere ‘pop’ Johnston, con risultati talora buffi, talora affascinanti, inevitabilmente sbilenchi e nell’insieme piacevoli. A inizio album Falkner eccede nell’enfatizzare il melodismo naif di brani come Fake Records Of Rock’N’Roll e Queenie The Doggie; più avanti riesce invece a regalare scorrevolezza retrò a titoli come I Had Lost My Mind e Tears che, trattati in altro modo, sarebbero risultati autocommiserazioni messe in musica (o, peggio, autoparodie involontarie). In ogni caso, un paio di canzoni almeno (Mind Movies e Without You) potrebbero far morire d’invidia qualsiasi musicista ‘sano’. (Antonio Vivaldi )

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