Agendo d'impulso, Alasdair Roberts raccoglie in questo Ep (ventitré minuti circa) quella che può vedersi come un'appendice al piuttosto recente 'Spoils'; non si tratta quindi di un disco facile, nessuna cover dei Beatles né ballate tradizionali inglesi in elenco. In aggiunta, le asperità dei testi, in bilico tra costruzioni mitologiche e visioni apocalittiche metterebbero in difficoltà ben più di un anglofono. Non è da qui, insomma, che conviene partire alla scoperta del cantautore, meglio, come aperitivo, lo scorrevole 'The Amber Gatherers'. Fatte queste premesse, c'è da segnalare la consueta cura del prodotto, con qualche piccolo azzardo negli arrangiamenti, punteggiati da lievi e sporadiche alchimie elettroniche che sottolineano alcuni passaggi evocando atmosfere drammatiche o aliene. (Fausto Meirana)
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