
Dopo lo straordinario successo di Blackbird nel mondo, gli Alter Bridge si concedono (si fa per dire) un periodo di pausa: Myles Kennedy sarà impegnato nel suo primo cd da solista, mentre il resto del gruppo (Tremonti, Philips e Marshall) si è riunito con Scott Stapp e dopo 8 anni dall'ultimo loro disco "Weathered" i Creed sono tornati insieme. L'ennesima reunion culmina con l'uscita del nuovo lavoro "Full Circle", definito dalla stessa band come una rinascita ed un completo sconvolgimento di quello che era il suono che li caratterizzava, passando da un puro post grunge a un simil genere con chiazze hard rock e contando naturalmente della differenza dei tibri di voce dei cantanti: quello di Myles piu' epico e acuto e quello (in questo caso) di Scott piu' grave ma piu profondo . La vena carismatica di Stapp si fonde con la maturazione strumentale degli altri componenti, tutto grazie alla parentesi Alter, la quale non è ancora conclusa anzi.... Pertanto come la tradizione dei nuovi dischi hard rock / post grunge vuole, si passa da pezzi potenti come "Overcome", la title track, "Bread of Shame" e "Good Fight" a rock ballad come "Rain", "Away in Silence" e "Time". Un voto alto lo merita sicuramente il pezzo "A Thousand Faces", forse il vero brano simbolo del disco che manifesta (come in altri pezzi del resto) l'efficacia e i miglioramenti a vista d'occhio del chitarrista Mark Tremonti trasformati in brillanti assoli d chitarra. Alter Bridge e Creed sono due cose molto diverse, per questo il consiglio è di ascoltare anche questo disco che si preparerà ad essere uno dei piu' apprezzati e controversi della stagione 2009-10.
(Luca Cerbara)